MIRACOLO A LE HAVRE

Paese di produzione: Finlandia, Francia, Germania
Anno: 2011
Durata: 93 minuti
Genere: Commedia Drammatico
Sceneggiatura: Aki Kaurismäki
Casa di produzione: Yleisradio Yle, Pandora Filmproduktion, Pyramide Productions, Sputnik
Fotografia: Timo Salminen
Montaggio: Timo Linnasalo
Scenografia: Wouter Zoon

Sinossi

Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty. Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa. Ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Con l’aiuto dei vicini di casa, la fornaia, il fruttivendolo, la barista e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare il piccolo Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.

L’AUTORE

Aki Kaurismäki, Regista e produttore cinematografico finlandese, nato a Orimattilä il 4 aprile 1957. Fin dalle prime prove, si è caratterizzato per uno stile asciutto, con dialoghi essenziali, personaggi bizzarri, situazioni paradossali. Il regista rivendica volentieri la propria discendenza ideale dallo stile scarno e laconico di Robert Bresson, ma ne traduce le ambiguità sul versante della commedia, animato da un pizzico di follia che lo avvicina a Luis Buñuel e a Marco Ferreri. Il suo debutto come regista indipendente è Delitto e castigo nel 1983 tratto dal romanzo di Dostoevskij, ma ambientato nella Helsinki del presente. Fin da questo esordio è possibile vedere i tratti caratteristici della poetica di Kaurismäki, in particolare l’uso del paradossale e del surreale per criticare e commentare le storture della società. Nel 1987 con Amleto nel mondo degli affari offre un altro adatta[1]mento di un classico, ironizzando il desiderio di ricchezza tipico degli anni ’80. La sua fama internazionale cresce con la partecipa[1]zione a diversi festival. Nel 1989 gira Leningrad Cowboys go America, in cui descrive il viaggio di un’immaginaria rock band sovietica che si trasferisce negli USA alla ricerca di successo, il film grazie alle canzoni rockabilly, agli assurdi costumi e all’ironico stile di regia diventa subito un cult a livello internazionale. Nel 1990 Kaurismäki gira Ho affittato un killer, ma dopo un flop del sequel di Leningrad Cowboys, intitolato Leningrad Cowboys meet Moses del 1994, il suo cinema si orienta verso toni più lirici e meditativi, abbandonando gli aspetti più grotteschi. Tatjana nel 1994 è una pellicola quasi senza dialoghi, mentre Juha nel 1999, adattamento di un libro per l’infanzia finlandese, è girato nello stile dei film muti, con didascalie esplicative. Il maggior successo rimane però Nuvole in viaggio del 1996. Il film ottiene una men[1]zione speciale a Cannes e costituisce la prima parte di una trilogia dedicata a Helsinki. Nel 2002 gira L’uomo senza passato, descrivendo le disavventure di un operaio, l’ironia malinconica del film e la bravura degli sconosciuti attori finlandesi fanno di L’uomo senza passato il maggior successo di Kaurismäki. Il film vince un gran premio della giuria a Cannes e viene nominato per l’Oscar al Miglior Film Straniero. Nel 2006 esce Luci della sera ultimo capitolo della trilogia di Helsinki, che racconta le vicende di una solitaria guardia giurata in[1]caricata di controllare i centri commerciali di notte. Nel 2011 dirige Miracolo a Le Havre, la storia di un lustrascarpe che cerca di salvare un bambino immigrato clandestinamente. Nel 2017 Kaurismäki gira la pellicola L’altro volto della speranza, il film ha vinto l’Orso d’Argento per la migliore regia al 67 ° Festival di Berlino. Sul palco al festival ha annunciato che quello sarebbe stato il suo ultimo film come regista.

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